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DIVING EXPERIENCE

SCOPRI IL MARE DA VICINO

Sei un appassionato di mare e hai voglia di imparare a immergerti? Sei nel posto giusto!

Scopri il mondo sott’acqua insieme a una guida di Orca Dive Club Sardinien. Si effettuano immersioni sia di mattina sia di pomeriggio. Fra i punti d’immersione abbiamo: il Relitto dell’Angelika, la Secca del Cristo, la Balena, l’Isola di Lavezzi…. Un’occasione unica per vivere un’esperienza completamente nuova!

L’attività subacquea procura un benessere psicofisico, consente di entrare nel mondo sommerso e vederlo da vicino! Il mondo subacqueo è ricco di esseri affascinanti che lo popolano ma anche di relitti da esplorare, ognuno con una propria storia.

La maggior parte delle immersioni si effettuano dalla barca e sono quasi tutte raggiungibili in pochi minuti. In zona vi sono all’incirca una ventina di punti di immersione, due dei quali sono relitti.

Orca Dive Club Sardinien si trova in Via del Porto, 69 direttamente nel porto. 

ATTREZZATURA PER IMMERGERSI

Per effettuare un’immersione non è sufficiente il costume da bagno. E’ fondamentale familiarizzare con le attrezzature che potranno permettere di entrare nel favoloso mondo sommerso. Innanzitutto è fondamentale l’utilizzo della bombola. Esistono bombole in alluminio e bombole in acciaio. La parte della bombola che consente di imprigionare l’aria è il rubinetto. Su una bombola ce ne può essere uno o anche due e si parla rispettivamente di “rubinetteria monoattacco” e “rubinetteria biattacco”. Per respirare sott’acqua, oltre alla bombola è importante l’erogatore, un dispositivo che consente di avere aria a richiesta e alla pressione ambiente nel momento in cui il subacqueo inspira. L’erogatore è collegato alla rubinetteria della bombola e si compone di due parti rilevanti, ovvero il primo e il secondo stadio, collegati da un tubo di gomma, chiamato frusta. Il manometro subacqueo è fondamentale al fine di conoscere la pressione della bombola e quanta aria si ha ancora a disposizione.

Fondamentali sono le pinne per diminuire la fatica e aumentare la velocità di spostamento in acqua. Importante è anche la maschera. Il nostro occhio è progettato per vedere bene in aria, ma in acqua la visione risulta essere indistinta e sfuocata poichè l’acqua è più densa dell’aria. Le maschere subacquee devono avere il vetro temperato in modo tale che in caso di rottura accidentale, si frantumerebbe in piccoli blocchetti e non in schegge pericolose per gli occhi.

Scendendo in immersione si utilizzerà il G.A.V. (Giubbetto ad assetto variabile), costituito da un sacco gonfiabile che comprende un’imbracatura necessaria per indossarlo. E’ importante mantenere un assetto neutro, quindi per controbilanciare l’assetto negativo dato dalla compressione della muta, bisogna gonfiare il G.A.V. progressivamente. Durante la risalita, invece, è bene ricordarsi di sgonfiarlo al fine di evitare che l’espansione dell’aria in esso contenuta e l’espansione della muta, faccia risalire troppo in fretta e in modo incontrollato.

Per un assetto corretto sono importanti inoltre i pesi con la cintura.

UN PO’ DI STORIA DELL’ATTIVITÀ SUBACQUEA

Fin dall’antichità l’uomo si è immerso e ha sempre cercato metodi per prolungare la sua permanenza sott’acqua. Jacques Mayol, campione mondiale di apnea ha sempre sostenuto che: “La storia ci prova che non c’è mai stato un inizio dell’immersione o, se si vuole, che la facoltà di immergersi è apparsa con il primo uomo e che essa è proprio iscritta nel suo corredo. In Occidente, come in Asia, in Africa come in Polinesia, nel Mediterraneo come nel Mar Rosso, l’uomo s’immerge da sempre”. Alessandro Magno nel 325 a.C. si fece costruire il cosiddetto “Skapheandros”, una botte impermeabilizzata e rinforzata con lastre di bronzo, provvista di vetri che permettevano di osservare l’ambiente marino esterno. 

Fino alla Seconda Guerra Mondiale ci si immergeva solo per scopi alimentari, lavorativi e militari, ma nel 1943 l’ingegner Gagnan insieme al comandante Cousteau, progettarono un erogatore semi-automatico che, grazie alla sua facilità di esercizio portò alla nascita delle immersioni ricreative

 

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